I.E.S.A. IN PILLOLE

IL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALEstanza

Si occupa di tutte le questioni burocratiche, assicurative ed amministrative. Fornisce un contributo alla famiglia di circa 1000 euro al mese, sotto forma di rimborso spese.

LE FAMIGLIE

Per diventare famiglia ospitante si richiedono alcuni requisiti:

-una stanza decorosa per l’ospite

-disponibilità a collaborare con gli operatori

-tempo libero, flessibilità, buona volontà ed un pò di pazienza.

GLI OSPITI

Gli ospiti partecipano al bilancio dando un contributo mensile.

L’EQUIPE I.E.S.A.

Periodicamente effettua delle visite domiciliari per monitorare l’andamento ed è a disposizione 24 ore su 24 per qualunque necessità.

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ACCOGLI UN OSPITE!

I.E.S.A. e’ un servizio di volontariato qualificato realizzato dall’associazione PSICOPOINT in collaborazione con l’ASL TO4. Consiste nell’accoglienza fornita da una famiglia abilitata ad una persona che soffre di disturbi psichici, già in carico al Servizio di Salute Mentale. Questo servizio può essere esteso ad altri ambiti: adolescenti in crisi, anziani parzialmente autosufficienti, adulti con fragilità.

abbracciIl Dipartimento di Salute Mentale organizza l’inserimento tramite operatori qualificati (equipe I.E.S.A.) che si occupano del monitoraggio dell’inserimento e del supporto all’ospite e alla famiglia. Requisito indispensabile alla candidatura di famiglia ospitante e’ la disponibilità presso la propria abitazione di una camera da destinare all’ospite. Non sono richieste competenze specifiche, ma tempo da condividere con l’ospite ed una certa flessibilita’. Il progetto prevede un rimborso spese di circa 1000 euro al mese.

é interessante questo I.E.S.A. ma..

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E se l’ospite si facesse del male.. ne risponderei io se cascasse e si rompesse una gamba in casa mia?

Partiamo dalla fine, gli ospiti sono assicurati, per se stessi e per i danni causati a terzi e cose. Per il resto siamo i primi noi a voler proteggere i nostri pazienti e le famiglie affidatarie. L’affidamento non vuole rompere gli equilibri che ci sono in famiglia, quindi deve andare bene per entrambi le parti. Non é la panacea di ogni male ma per alcuni pazienti é proprio indicato. Il “matto” può spaventare, ma spesso si tratta solo di pregiudizi e con la conoscenza si scopre che non é poi così difficile stare loro acconto.

Puoi smettere di chiamarlo matto.. ho capito, dirò ospite o paziente, ma sai com’è.. a volte i pregiudizi sono duri a morire.. Magari ci penso su, grazie delle informazioni….

Ok prenditi il tempo che vuoi, magari ti lascio un po’ di materiale, tieni presente che il passo successivo é la serie di colloqui di selezioni di cui ti accennavo, poi si é inseriti in una lista di attesa e si aspetta che venga individuato un ospite adatto. Segue la reciproca conoscenza con l’ospite e poi.. spesso di parte. Se vuoi altre informazioni sono a disposizione, anche per metterti in contatto con famiglie che hanno già intrapreso questo percorso.

A presto!

Se accolgo un ospite e le cose vanno male?

Capisco, ma se poi le cose vanno male?

Vedi é nostro interesse che non ci rimetta nessuno né la famiglia né tantomeno il paziente, e per questo che si resta in contatto con le famiglie incontrandole spesso anche con visite domiciliari. Al minimo segno di difficoltà si può sospendere o rinunciare alla convivenza dando il giusto preavviso. Con difficoltà intendo qualcosa che vada oltre il normale fastidio che qualunque convivenza porta con se’, e comunque la decisione viene presa insieme.

Ma durante il giorno cosa farebbe l’ospite?the-simpson

Ti rispondo con una domanda: “Tu cosa fai durante il giorno?”

Ma… ora che sono in pensione mi occupo della casa, dei campi, guardo la tv perché?

Beh potrebbe darti una mano nei campi, nella gestione della casa e guardare con te la tv, oppure starsene qualche ora per conto suo. Dipende dall’equilibrio che si creerebbe, dalle tue e dalle sue esigenze, per noi il fatto che l’ospite venga coinvolto nelle attività quotidiane della famiglia é una cosa positiva. E’ chiaro che non permetteremmo venisse sfruttato ma in linea di massima nemmeno che si comporti come fosse al Grand Hotel. Vedi non c’é una risposta unica, noi abbiamo anche previsto il caso che durante il giorno l’ospite possa recarsi fuori alcune ore a svolgere altre attività sul territorio. E’ possibile infatti che la persona svolga dei lavoretti, o che sia impegnata in attività ricreative o relative alla sua riabilitazione.

To be continued..

Le tipologie di I.E.S.A. possibili

Quanti tipi di affido esistono? Puoi darmi un’idea di quanto può’ essere la cifra del rimborso?

I tipi di affido sono alcuni, direi quattro o cinque. Ma per risponderti chiaramente il contributo che l’ASL fornisce sotto forma di rimborso spese e’ di massimo 750 euro al mese, in più l’ospite contribuisce di suo con un minimo di 250 euro per le spese correnti, insomma siamo su un minimo di mille euro al mese. Vuoi per caso prenderti uno dei nostri “amici”?casa

No.. era per curiosità.. ma poi come si fa a prenderli? Io ho una mamma anziana ed una stanza non troppo grande, andranno bene?

Per avere un ospite a casa, esistono delle “selezioni”, non ti far impressionare dalla parola, intendo più semplicemente che si devono possedere certe caratteristiche.

Quali?

Dipende dal tipo di affido e dalle esigenze dell’ospite, in ogni modo te ne elenco alcune indispensabili:

  • una stanza decorosa
  • disponibilità di tempo
  • disponibilità a collaborare con gli operatori ASL e in primis con l’equipe I.E.S.A. per tutta la durata dell’inserimento
  • una certa dose di pazienza e di flessibilità.

To be continued..

Ma cosa ci guadagno ad accogliere un paziente psichiatrico a casa mia?

Ma la famiglia cosa ci guadagna?1619135_1432069943714962_7105419655924325136_n

Innanzitutto un aiuto economico, poi compagnia! Prevengo la prossima domanda. Sì , ho proprio detto compagnia! Con ciò intendo riferirmi a quelle famiglia che hanno spazio in casa, una stanza, e voglia di dare. Penso, ad esempio, a tutti quei pensionati ancora giovani che si sentono meno utili di prima e piuttosto soli, o a quelle famiglie con case spaziose, tempo a disposizione ed in lieve difficoltà’ economica.

Se ho capito bene e’ una situazione a metà strada fra il volontariato ed il lavoro?

Esatto.

E quanto può guadagnare una famiglia?

Dipende, l’idea essenziale e’ che un aiuto economico oggi possa servire, non si diventa ricchi ma magari si arriva meglio alla fine del mese. L’entità’ della cifra dipende poi dal tipo di affido, diverso e’ un affido totale a tempo pieno – con vitto, alloggio e spese varie per la famiglia – rispetto ad un affido parziale, cioè diurno o per alcuni giorni a settimana.

To be continued..

Cos’è lo I.E.S.A.?

Cosa vuol dire I.E.S.A.?logosfondato

I.E.S.A. è una sigla che sta per: Inserimento Etero-familiare Supportato di Adulti.

Cioè?

In pratica si lavora per affidare una persona che soffre di disturbi psichici ad una famiglia diversa da quella di origine. Invece che stare in una comunità’ psichiatrica, magari senza troppe prospettive, si trova una nuova casa a persone che sono considerate in grado di trarne giovamento.

Ma non è strano avere un matto in casa?

No, non direi. Anzi nel mondo questa usanza è piuttosto diffusa. Il paziente trae giovamento e la famiglia anche. Poi non li lasciamo mica soli con il “matto”, li accompagniamo in tutte le fasi dell’inserimento, prima durante e dopo.

To be continued..

Il trucco svelato. Vademecum conversazionale per giovani psicologi

Un mago che si rispetti non si sognerebbe di svelare mai propri trucchi.

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Ma noi non siamo prestigiatori per cui vogliamo fornire un vademecum chiaro e semplice per i giovani psicologi che vogliano sostenere una conversazione intelligente.

PRECAUZIONI D’USO:

  • si può applicare anche a psichiatri, educatori, trp, sociologi, ecc.. ma il funzionamento non è garantito.
  • Non applicare durante le sedute.
  • Miglior impiego in conversazioni informali, riunioni d’equipe, convegni e sempre e comunque quando si voglia sembrare intellettuali.

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Il Seventh Gospel Choir (7th Gospel choir)

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Il “7th Gospel Choir” nasce agli inizi del 2008 dalla collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale Il Tiglio, collocandosi all’interno del più ampio progetto “Settimo Social Lab”; l’idea di fondo del “social Lab” è quella di permettere ai cittadini, a rischio di esclusione di aggregarsi intorno ad interessi artistici. Tramite laboratori espressivi condotti da professionisti esperti nei vari settori artistici, abbiamo provato ad attivare percorsi partecipativi e processi che favorissero il coinvolgimento e la reciprocità dei cittadini attivando così un sistema di Welfare di comunità in cui lo sviluppo dei servizi incorpori il protagonismo e le risorse dei cittadini

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